La proposta di Walter sulle Pensioni: un’ asso vincente nelle maniche del Pd
Marzo 25, 2008Sorprende questa proposta del candidato premier Walter Veltroni,sorprende perche’ mostra come e’ possibile far recuperare subito ai pensionati potere d’acquisto a partire da Luglio2008.Sorprende perche’ non coinvolge solo le pensioni basse ma anche quelle medie fino a 55mila euro.Sorprende perche’ dimostra che senza aumentare la spesa pubblica ma agendo sul taglio fiscale(o,2%!) e’ possibile da subito dare una forte boccata di ossigeno a chi ne ha davvero bisogno,ponendo le basi su cui si impostera’ il sistema che parametrera’ le pensioni al costo della vita in maniera definitiva e progressiva.Un colpo da maestro che preannuncia gli ultimi 18giorni di campagna elettorale come i piu’ concreti che gli italiani ricordino.Il sistema Italia che e’ dato da tutti come malato ha trovato finalmente chi dice quello che pensa e fa quello che dice.
Le proposte del PD sulle pensioni
1.
Con il Decreto Legge del Luglio 2007 sono state introdotte significative novità a
favore dei pensionati di età superiore ai 64 anni, con un reddito annuo non
superiore a 8.675,03 euro nel 2008 (la somma corrisponde ad una volta e mezza il
trattamento minimo).
La somma aggiuntiva, nel 2008, varia tra 336 e 504 euro, a seconda dell’anzianità
contributiva. Si tratta di un intervento (denominato “14ª mensilità”) che ha
interessato 3 milioni di pensionati, cui si aggiungeranno 400.000 aventi diritto cui è
stato richiesto il RED e saranno liquidati ad Aprile 2008.
2.
Per affrontare il problema della difesa del potere d’acquisto delle pensioni superiori
a quelle fatte oggetto dell’intervento denominato “14ª mensilità”, è possibile
utilizzare la leva fiscale.
L’intervento previsto riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal
1 Luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l’anno per le pensioni fino a
25.000 euro l’anno ( fino a circa 2.000 euro al mese) e un incremento tra i 250 ed i
100 euro l’anno per le pensioni di importo compreso tra 25.000 e 55.000 euro
l’anno.
In particolare, vengono innalzate le detrazioni previste per i redditi da pensione in
funzione dell’età anagrafica, in modo tale da incrementare maggiormente, per ogni
dato livello di pensione, le pensioni più vecchie, ossia le pensioni più distanti dalla
data del pensionamento e quindi maggiormente erose dalla perdita di potere
d’acquisto.
Per i pensionati con età compresa tra 65 e 70 anni, la detrazione per il reddito da
pensione viene portata a 1940 euro (oggi, 1725 euro) ed il reddito di riferimento a
8435 euro (oggi, 7500 euro). Per ogni dato livello di pensione, la detrazione
aumenta con l’aumentare dell’età anagrafica fino ad arrivare a 2.140 euro per i
pensionati di oltre 75 anni (il reddito di riferimento sale a 9340 euro), i quali sono
pensionati da circa 15 anni (in media). Le detrazioni, analogamente a quanto
Partito Democratico http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DO…
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avviene oggi, si riducono man mano che aumenta il reddito, fino ad azzerarsi per i
redditi pari o superiori a 55.000 euro l’anno.
Il costo complessivo degli interventi descritti è circa 2,5 miliardi di euro l’anno (in altre
parole, a regime, la pressione fiscale si riduce di quasi 0,2 punti percentuali di PIL). Le
misure entrano in vigore a partire dal 1 Luglio 2008.
3.
Ci sono due problemi legati all’attuale meccanismo di indicizzazione delle pensioni,
che prende come riferimento l’indice generale dei prezzi al consumo.
Il primo problema è che l’indice generale dei prezzi al consumo dell’Istat ignora voci
che hanno un peso rilevante nei consumi dei pensionati, coprendoli in maniera
inadeguata dal rischio di un aumento del costo della vita.
Il secondo problema è che anche se si riuscissero a mantenere le pensioni in essere
costanti in termini reali (ossia rivalutandole soltanto al costo della vita) si potrebbe
finire, a lungo andare, col generare divari di reddito consistenti fra diverse generazioni
di pensionati (le cosiddette pensioni d’annata) e fra queste e i lavoratori.
Il primo problema potrà essere affrontato non appena l’Istat pubblicherà regolarmente
l’indice del costo della vita delle famiglie di pensionati, riferendo a quest’ultimo
l’adeguamento automatico delle pensioni.
Il secondo problema è di più difficile soluzione, dato il livello già molto elevato della
spesa previdenziale e la necessità di introdurre nuovi istituti di protezione sociale che
proteggano tutti (anche i pensionati) dal rischio di povertà. L’accordo del luglio 2007
prevede la revisione dei coefficienti di trasformazione ogni 3 anni e l’istituzione di una
Commissione che dovrà esprimere un parere entro il 31-12-2008. In questo contesto,
proponiamo che sia fatta oggetto di confronto tra il governo e le parti sociali un’ipotesi
che intervenga sulle regole con cui il montante contributivo viene trasformato in
vitalizio, al fine di migliorare l’indicizzazione delle pensioni. La revisione dovrebbe
portare a rimuovere dal coefficiente di trasformazione del montante contributivo in rate
di pensione l’anticipazione della crescita economica attesa (assunta dalla riforma del
’95 all’1,5 percento all’anno). In tal modo, si potrebbe legare l’indicizzazione “reale”
delle pensioni calcolate con il metodo contributivo (o la quota di ciascuna di esse
regolata dal regime contributivo) all’andamento di un indice di sostenibilità dato dal
rapporto tra spesa pensionistica ed il monte dei redditi da lavoro. Il fine è quello di
permettere ai pensionati di partecipare ai frutti della crescita economica del paese. Se
i redditi da lavoro crescono più della spesa per pensioni i pensionati partecipano in
modo sostenibile alla crescita. Ciò li renderebbe compartecipi di riforme e interventi
che aumentino l’efficienza e la crescita dell’economia e facciano emergere il lavoro
sommerso, cui molti di loro oggi contribuiscono.
4.
La copertura finanziaria dell’intervento.
Come si legge nella Relazione Unificata sull’Economia e la Finanza pubblica per il
2008, «per raggiungere il pareggio sarà necessario compiere nel triennio 2009-2011
Partito Democratico http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DO…
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un’ulteriore correzione del disavanzo tendenziale a legislazione vigente di circa mezzo
punto di PIL all’anno (intorno ai 20 miliardi nel triennio), nettamente inferiore a quella
realizzata in due anni dal Governo uscente».
La RUEF prosegue sostenendo che «essa dovrebbe essere attuata attraverso il
contenimento della spesa corrente primaria…». Il Programma del Partito Democratico,
nell’Azione n. 1, fissa per il Governo che uscirà dal voto del 13 e del 14 Aprile un
obiettivo più ambizioso: una riduzione della spesa corrente primaria di 0,5 punti di PIL
nel primo anno e di un punto all’anno nei due anni successivi.
Sempre la RUEF, nel Quadro tendenziale e programmatico (Tavola 1.4), mostra come
sia realistico ipotizzare che – senza interventi straordinari di valorizzazione del
patrimonio – il volume globale del debito cada, nel 2011, al 95% del PIL. È dunque
perfettamente realistico l’obiettivo fissato dal Programma del Partito democratico
nell’Azione n. 1, là dove si ipotizzano, entro il 2010, iniziative di valorizzazione del
patrimonio pubblico che possano contribuire a ridurre un poco più rapidamente il
volume globale del debito sotto il 90% del PIL, così da
liberare risorse per almeno mezzo punto di PIL all’anno.
Alla luce di questi realistici impegni di riduzione della spesa corrente primaria, il
finanziamento della riduzione di pressione fiscale sui pensionati può essere messo a
carico dell’aumento di gettito derivante dal mantenimento di «elasticità delle entrate al
PIL che, se pure non forti come quelle degli ultimi due anni» si mantenessero al di
sopra del livello medio della fase 2000-2005. Giova a questo proposito ricordare che,
complessivamente, l’onere derivante dal finanziamento delle misure fiscali previste dal
Programma del Partito Democratico ammonta nel 2009 – dopo il finanziamento
dell’intervento proposto in questa nota integrativa – ad un punto di PIL, che sale a 2,3
punti nel 2012, mantenendosi costante negli anni successivi.
Pubblicato da fedegufedegu
