pensieri laici dalla terra santa

Febbraio 9, 2008

Cari ragazzi,

ho letto il vostro scambio di battute mail su Binetti, laicità e radicali. Sto aspettando che la lavatrice finisca il ciclo per poter stendere i vestiti e ne approfitto per tentare una risposta decentemente organica sul bolg (bisognerà pure cominciare a usarlo, no?)

Tanto per cominciare vorrei dire che, con tanta pace per Tommy e la laicità alla francese, la fede religiosa non è, né forse dovrebbe essere, un fatto puramente privato. E’ chiaro anche ad un ateo come me che un politico cattolico non potrà mai lasciare la sua fede cattolica fuori dal parlamento. Non sarebbe nemmeno giusto. Ogni parlamentare ha il diritto di entrare in parlamento (ed ogni iscritto ha il diritto di entrare nel partito) con tutto il suo bagaglio di valori e di credenze ed è solo nel fecondo dialogo tra questi valori che nasce la laicità dello stato (o del partito democratico). La laicità non è uno spazio vuoto, è piuttosto uno spazio di confronto..

Un parlamentare eletto però non rappresenta più se stesso e nemmeno soltanto i suoi elettori, egli rappresenta la nazione. Per questo rendere ostaggio un governo dei propri –mal intesi- scrupoli di coscienza non è un atteggiamento accettabile ne in uno stato laico ne tanto meno nel partito democratico. Questo è quanto ha fatto la senatrice Binetti nella scorsa legislatura votando contro la fiducia al governo Prodi. Per questo deve essere espulsa dal partito. Così come Turgliatto e Rossi sono stati esclusi da Rifondazione Comunista.

Esiste però un altro problema. I cattolici non sono solo fedeli di una religione, sono anche membri di una Chiesa, una Chiesa che in Italia gode di diversi privilegi e che riconosce come sua guida infallibile il capo di uno stato straniero. Un conto è portare nel partito comune i valori della propria fede, un conto è promuovervi gli interessi della propria Chiesa. Non possiamo nasconderci che la Chiesa Cattolica ha una propria agenda politica che non necessariamente corrisponde con le semplici esigenze della difesa e della propagazione della fede. Non credo si possa spiegare in altro modo il fatto che il papa dedichi alla questione delle coppie di fatto in Italia molta più attenzione di quanta ne dedichi alla pena di morte negli Usa.

Un conto è ascoltare la propria coscienza cristiana, un conto è ascoltare le voci provenienti d’oltre Tevere. Del resto è anche vero che Realacci ascolterà Legambiente, Bersani la Coop, altri avrano un orecchio particolarmente attento agli industriali pugliesi o alle case di moda.. non si può negare alla Chiesa di fare la stessa attività di lobby che fanno la Fiat o Mediobanca. Però il presidente di Legambiente non può scomunicare Realacci, la Fiat non riceve l’otto per mille, Piazzetta Cuccia non gode dell’extraterritorialità…Insomma la Chiesa deve decidere se è un’organizzazione che agisce come può in difesa dei propri membri o un’istituzione universale che gode di particolari privilegi e che ha la saggezza di non abusarne

In conclusione, è necessario che ciascuno ascolti la propria coscienza –laica o religiosa- è opportuno che alcuni prestino particolare attenzione alle legittime esigenze di Santa Romana Chiesa in un paese in cui non possiamo non dirci cristiani, non è però ammissibile che un parlamentare eletto a rappresentare la nazione pretenda di rappresentare in via esclusiva la propria coscienza o la propria Chiesa.

Questo è quello che ha fatto la Senatrice Binetti, per questo la Senatrice Binetti non deve e non può essere ricandidata nelle liste del Partito Democratico.

Con questo, signori della corte, torno a stendere i panni.

Saluti laici dalla terra santa.